Sciopero nazionale di 24 ore dell'ex Ilva previsto per lunedì

Annuncio delle organizzazioni sindacali. Oggi incontro a Palazzo Chigi

Sciopero nazionale di 24 ore dell'ex Ilva previsto per lunedì

Lunedì è stato indetto uno sciopero nazionale di 24 ore in tutti gli impianti dell'ex Ilva. L'annuncio è arrivato dalle organizzazioni sindacali dopo il confronto con il governo a Palazzo Chigi.

Acciaierie d'Italia ha comunicato la sospensione delle attività negli stabilimenti di Taranto, Genova e Novi Ligure lo stesso giorno del dialogo tra governo e sindacati sul futuro dell'azienda.

Durante l'incontro, a cui ha partecipato anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, il governo ha manifestato l'intenzione di presentare nel prossimo Consiglio dei ministri un decreto-legge che includa misure di tutela sociale per i lavoratori, mirando a una Cassa integrazione non per chiusura, ma per garantire continuità. L'obiettivo è produrre acciaio ecologico con impianti Dri e forni elettrici.

Da domani, 9 ottobre, tutte le attività produttive dell'area a caldo dello stabilimento ex Ilva di Taranto saranno sospese, come dichiarato da Acciaierie d'Italia in As in una nota inviata al prefetto, alle autorità locali e alle forze dell'ordine. La decisione segue il rigetto, notificato il 5 ottobre, della richiesta di sospensione dell'esecuzione da parte della Corte d'Appello di Milano.

"A poche ore dal confronto tra governo e sindacati, Acciaierie d'Italia si affretta ad attivare la cassa integrazione per i lavoratori, aumentando la tensione in una situazione già critica, con il rischio di penalizzare solo i lavoratori e i territori coinvolti", avverte il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, sperando che il governo "possa evitare questo scenario".

Inoltre, Adi ha annunciato che entro il "prossimo 15 novembre" ci sarà una "fermata temporanea generale" degli stabilimenti ex Ilva di Genova e Novi Ligure. "L'annuncio di una chiusura è inaccettabile", denunciano i sindaci di Genova e Novi Ligure, Silvia Salis e Rocchino Muliere. "È una prospettiva insostenibile per lavoratori e lavoratrici, per Genova e Novi Ligure e per l'intera filiera siderurgica del nostro Paese", afferma Salis. "La chiusura annunciata degli stabilimenti ex Ilva di Cornigliano, Novi Ligure e Racconigi è una notizia molto grave, non solo per Liguria e Piemonte, ma per l'intera filiera dell'acciaio italiana, strategica per il futuro industriale del Paese", dichiarano Marco Bucci, presidente della Regione Liguria, e Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte.

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