Due opere di Pierre-Auguste Renoir, rubate a settembre dal museo a lui dedicato a Cagnes-sur-Mer, vicino a Nizza, sono state recuperate. L'operazione, che ha portato all'arresto di sei individui in varie zone del sud e dell'est della Francia, è avvenuta circa un mese dopo il furto che aveva allarmato il mondo dell'arte. Secondo il quotidiano Nice-Matin, tra gli arrestati ci sarebbero i due sospettati di aver eseguito materialmente il furto. Le indagini sono state condotte con interventi coordinati delle forze dell'ordine, impegnate a ricostruire l'accaduto e identificare i responsabili. Non sono ancora state comunicate eventuali accuse formali contro gli arrestati.
Le opere recuperate sono Madame Colonna Romano, del 1910, e Jeune femme au puits (Giovane donna al pozzo), del 1886. Entrambe fanno parte del patrimonio artistico nazionale francese ed erano esposte nel museo della cittadina della Costa Azzurra. Il furto è avvenuto l'8 settembre, quando i ladri sono riusciti a entrare nella struttura e a sottrarre inizialmente quattro dipinti. Durante la fuga, però, due tele sono state abbandonate, probabilmente a causa delle difficoltà nel trasporto.
Si trattava del Portrait de Madame Stephen Pichon, del 1895, e di Coco lisant, del 1905. I responsabili sono riusciti a fuggire con gli altri due quadri, dando il via alle indagini per il loro recupero. L'amministrazione comunale aveva stimato il valore delle opere rubate intorno ai nove milioni di euro, attirando così l'attenzione internazionale sul caso.
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Un aspetto importante riguarda la provenienza dei quadri. Subito dopo il furto, la ministra francese della Cultura, Catherine Pégard, aveva chiarito che tutte e quattro le tele appartengono alle collezioni del Musée d’Orsay di Parigi e sono state prestate al Museo Renoir di Cagnes-sur-Mer dal 1995. La loro presenza nella località della Costa Azzurra testimonia il legame tra il patrimonio artistico nazionale e i luoghi significativi per la vita dei grandi pittori francesi.
Renoir, uno dei principali esponenti dell'Impressionismo, trascorse gli ultimi anni della sua vita proprio a Cagnes-sur-Mer, dove nel 1907 acquistò la tenuta delle Collettes. La proprietà, immersa in un paesaggio mediterraneo con uliveti, divenne la sua residenza e uno dei luoghi di ispirazione per le sue opere più tarde. Qui il pittore continuò a lavorare nonostante le difficoltà fisiche causate dalla malattia, fino alla sua morte nel 1919.

Oggi la dimora ospita il museo a lui dedicato e rappresenta una delle principali testimonianze della sua presenza nel sud della Francia. Il valore dei dipinti rubati, quindi, non si limita alla loro quotazione economica, ma include anche il significato storico e culturale che rappresentano per il territorio.
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La notizia del recupero è stata accolta con soddisfazione dalle autorità locali. Il sindaco di Cagnes-sur-Mer, Bryan Masson, ha espresso gratitudine alle forze dell'ordine per il lavoro svolto, con un ringraziamento speciale all'Ufficio centrale francese per la lotta al traffico di beni culturali, specializzato nel contrasto ai reati contro il patrimonio artistico.
In una dichiarazione ufficiale, Masson ha sottolineato come i due dipinti rappresentino molto più di semplici opere d'arte, essendo parte integrante della storia della città, della sua identità culturale e dell'eredità lasciata da Renoir. Il loro ritrovamento, ha evidenziato il sindaco, costituisce un grande sollievo per la comunità locale e per tutti coloro che sono legati al museo.
Il successo dell'operazione investigativa assume particolare importanza anche alla luce delle difficoltà che spesso accompagnano il recupero delle opere rubate. I dipinti di autori famosi, soprattutto quando sono facilmente riconoscibili e ampiamente documentati, risultano difficili da vendere sul mercato legale, ma possono comunque finire in circuiti clandestini o essere usati in altre attività criminali.
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