Dopo che un consigliere del Pd l'ha chiamata "ciociara", la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha risposto sul suo profilo X: "Borgatara, pesciarola, ortolana. E poi ancora: 'regina di Coattonia', 'vacca', 'rana dalla bocca larga', 'str****'. E così via. Negli anni ho ricevuto ogni tipo di epiteto. Sulla mia persona, il mio aspetto, la mia famiglia, le mie origini. Ma oggi si cambia tono. E il livello si alza. Perché un membro del Partito democratico, tale Floriano Della Bella, ha dichiarato in una riunione del Consiglio comunale di Pontedera che la Meloni è una "ciociara, nel modo più dispregiativo". E per questo è stato ripreso dal Presidente dell’Aula, un altro esponente del Pd, che ha aggiunto: 'Per favore, usi termini appropriati al suo ruolo'. Quindi, per questi signori, essere "ciociari" è motivo di vergogna e dirlo a qualcuno equivale a insultarlo. Non solo: è addirittura un termine da non usare in un contesto istituzionale. Mi dispiace per loro, ma io non la vedo così. E sono fiera di essere chiamata ciociara".
Ha poi concluso: "Perché la Ciociaria è uno dei luoghi più belli, antichi e straordinari del nostro Paese. Terra di Papi e condottieri, di Santi e artisti, di letterati e poeti. Cicerone, Caio Mario, Bonifacio VIII, San Tommaso d’Aquino, Marcello Mastroianni, Vittorio De Sica, Nino Manfredi e tanti altri uomini e donne che nel tempo hanno fatto la nostra storia. Parlano di popolo, rispetto e coesione. Ma poi offendono, in un colpo solo, quasi mezzo milione di italiani considerandoli inferiori, ignoranti, cittadini di serie B. Ma gli ignoranti sono solo loro. Viva la Ciociaria!".
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