Corte Suprema Usa, una giornata che cambia l’America: tutte le decisioni che segnano la politica di Trump

Corte Suprema Usa, una giornata che cambia l’America: tutte le decisioni che segnano la politica di Trump
di Emilia Morelli

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La Corte Suprema degli Stati Uniti ha chiuso il proprio anno giudiziario con una raffica di decisioni destinate a influenzare profondamente il corte suprema usafuturo politico e istituzionale del Paese. Le sentenze riguardano alcuni dei temi più divisivi del dibattito americano: la cittadinanza automatica per nascita, i diritti delle persone transgender nello sport, il finanziamento delle campagne elettorali, il voto per corrispondenza e l’indipendenza della Federal Reserve. Un pacchetto di pronunce che rappresenta una sorta di bilancio del rapporto tra il massimo organo giudiziario e l’agenda politica di Donald Trump.

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La decisione più attesa riguarda la cosiddetta birthright citizenship.

La Corte Suprema ha dichiarato incostituzionale l’ordine esecutivo con cui Donald Trump puntava a negare la cittadinanza americana ai figli di immigrati irregolari o di persone presenti temporaneamente negli Stati Uniti. I giudici hanno confermato che il Quattordicesimo Emendamento continua a garantire la cittadinanza a chiunque nasca sul territorio americano, infliggendo una delle più importanti sconfitte giudiziarie all’ex presidente.

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Di segno opposto la sentenza che riguarda lo sport scolastico.

Con una maggioranza di sei giudici contro tre, la Corte ha stabilito che gli Stati possono vietare alle ragazze transgender di partecipare alle competizioni sportive femminili. La decisione conferma le leggi approvate in Idaho e West Virginia e rappresenta una significativa vittoria per i governatori repubblicani che da anni sostengono questo tipo di norme.

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Un’altra decisione destinata a far discutere riguarda il finanziamento della politica.

La Corte Suprema ha eliminato i limiti federali che impedivano ai partiti politici di coordinare spese elettorali illimitate con i propri candidati. Secondo la maggioranza dei giudici, tali restrizioni violavano il Primo Emendamento della Costituzione. La sentenza potrebbe modificare profondamente il sistema di finanziamento delle campagne elettorali americane in vista delle elezioni di metà mandato del 2026.

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Tra le pronunce più rilevanti figura anche quella sulla Federal Reserve.

La Corte ha respinto il tentativo di Donald Trump di rimuovere la governatrice Lisa Cook dal consiglio della banca centrale, riaffermando il principio dell’indipendenza della Fed dal potere politico. Una decisione che viene interpretata come un importante limite ai poteri del presidente nei confronti delle autorità indipendenti.

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I giudici hanno inoltre affrontato una delicata questione elettorale.

È stata confermata la validità della legge del Mississippi che consente di conteggiare le schede votate per corrispondenza purché spedite entro il giorno delle elezioni, anche se recapitate nei cinque giorni successivi. La decisione respinge il ricorso del Partito Repubblicano e mantiene in vigore una disciplina già adottata in diversi Stati americani.

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Non tutte le questioni sono però state definite.

La Corte ha deciso di esaminare nel prossimo anno giudiziario la costituzionalità dei divieti statali sulle armi semiautomatiche come gli AR-15, una vicenda destinata a riaprire il dibattito sul Secondo Emendamento e sul controllo delle armi negli Stati Uniti. Inoltre, ha scelto di non intervenire, almeno per ora, sui ricorsi riguardanti le restrizioni all’acquisto di armi da parte dei giovani tra i 18 e i 20 anni, lasciando in vigore le decisioni delle corti inferiori.

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Le decisioni della Corte Suprema delineano un quadro complesso per Donald Trump.

L’ex presidente ottiene un importante successo sul fronte del finanziamento delle campagne elettorali e vede confermata la possibilità per gli Stati di limitare la partecipazione delle atlete transgender alle competizioni femminili. Al tempo stesso incassa però pesanti battute d’arresto sulla cittadinanza automatica prevista dal Quattordicesimo Emendamento e sul tentativo di intervenire direttamente sulla composizione della Federal Reserve.

Con la chiusura dell’anno giudiziario, la Corte Suprema conferma ancora una volta il proprio ruolo centrale nella vita politica americana. Le sentenze pubblicate nelle ultime ore non influenzeranno soltanto l’amministrazione Trump, ma sono destinate a incidere sui diritti civili, sul sistema elettorale e sull’equilibrio tra i poteri dello Stato per gli anni a venire.

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