Aumento dei casi di dermatofilosi in Europa: Pregliasco rassicura sul basso rischio, ma avverte sui cambiamenti nelle modalità di trasmissione

L'Ecdc segnala il contatto fisico ravvicinato come principale via di diffusione. Tra i sintomi si possono riscontrare prurito e lesioni cutanee.

Aumento dei casi di dermatofilosi in Europa: Pregliasco rassicura sul basso rischio, ma avverte sui cambiamenti nelle modalità di trasmissione

La dermatofilosi, nota anche come “malattia della pioggia”, è diventata oggetto di attenzione da parte delle autorità sanitarie europee a causa dell'incremento dei casi registrati di recente. Questa patologia cutanea è causata dal batterio Dermatophilus congolensis, un microrganismo conosciuto soprattutto in ambito veterinario, poiché colpisce principalmente bovini, cavalli, ovini e altri animali domestici o selvatici.

Le infezioni nell'uomo sono state storicamente rare. Tuttavia, il recente scenario europeo presenta nuove caratteristiche che hanno indotto il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) a monitorare attentamente la situazione.

Secondo i dati aggiornati al 20 agosto 2026, sono stati individuati 123 casi in dieci Paesi europei: Austria, Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito. I primi focolai erano stati segnalati già dal dicembre 2025, inizialmente in Paesi come Francia, Germania, Spagna, Svezia e Norvegia.

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Gli esperti sono particolarmente interessati alle modalità di diffusione dell'infezione. In passato, i casi umani erano principalmente associati al contatto con animali infetti o materiali contaminati. Le segnalazioni più recenti suggeriscono invece che il batterio possa trasmettersi anche direttamente tra persone.

L'Ecdc ritiene infatti che il contatto fisico stretto, specialmente pelle contro pelle, sia la modalità di trasmissione più probabile nei focolai attuali, pur non escludendo la possibilità di contagio indiretto tramite oggetti o superfici contaminate.

I casi europei sono stati riscontrati prevalentemente, ma non esclusivamente, tra uomini gay, bisessuali e altri uomini che hanno rapporti sessuali con uomini. In diverse segnalazioni è stata riferita la frequentazione di luoghi dove avvengono incontri sessuali, comprese le saune.

Questo non implica necessariamente che la dermatofilosi sia un'infezione sessualmente trasmessa: il fattore determinante potrebbe essere il contatto ravvicinato e prolungato della pelle. In Norvegia, ad esempio, sono state descritte infezioni legate anche alla pratica di sport di contatto, comprese le arti marziali.

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L'attenzione sul fenomeno è cresciuta ulteriormente dopo l'identificazione di un caso nel Regno Unito, riportato anche dal British Medical Journal.

L'infezione è stata diagnosticata in Scozia e, secondo quanto comunicato dall'Agenzia britannica per la sicurezza sanitaria (Ukhsa) al Bmj, sarebbe collegata alla frequentazione di un locale per attività sessuali. La segnalazione britannica si inserisce quindi nel più ampio aumento dei casi osservato sul continente.

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Il virologo Fabrizio Pregliasco invita alla cautela, ricordando che il batterio Dermatophilus congolensis è noto da tempo, soprattutto ai veterinari.

La novità, secondo l'esperto, non riguarda l'emergere di un nuovo patogeno, ma il possibile cambiamento nella sua epidemiologia. Se in passato le rare infezioni umane erano legate principalmente agli animali o a materiale contaminato, oggi alcune evidenze indicano la possibilità di trasmissione diretta tra persone attraverso un contatto cutaneo molto stretto, incluso quello che può avvenire durante i rapporti sessuali.

Tra i sintomi dell'infezione possono comparire prurito e lesioni cutanee. Gli ambienti caldo-umidi e le situazioni caratterizzate da frequenti contatti fisici sono tra i contesti su cui si concentra maggiormente l'attenzione degli specialisti.

Pregliasco sottolinea però che l'aumento delle segnalazioni non deve trasformarsi in un'emergenza che, allo stato attuale, i dati non giustificano. Per la popolazione generale, il rischio è considerato molto basso.

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