Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al nuovo Codice della Strada, con l'intento di semplificare e abbassare le sanzioni amministrative. Come evidenziato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la riforma prevede la sospensione dell'adeguamento biennale all'inflazione e una riduzione delle cifre, con i minimi che scendono a 25/40 euro. Le multe passano da 83 e 87 euro a 80 euro.
Il provvedimento mira anche a contrastare i comportamenti che compromettono la sicurezza stradale.
Si introduce una stretta sulle assicurazioni, vietando la circolazione a chi è sprovvisto di copertura. I veicoli con targa straniera che restano in Italia oltre 30 giorni dovranno avere un'assicurazione conforme alle norme italiane.
Le tempistiche per notificare le sanzioni cambiano: i Comuni avranno 45 giorni, invece di 90, per inviare il verbale quando l'infrazione è rilevata da remoto. Non sarà più necessario portare con sé patenti e libretti cartacei, verificabili telematicamente dalle autorità.
Le procedure per il Contrassegno Unificato Disabili Europeo vengono semplificate: tutti i Comuni dovranno aderire alla piattaforma nazionale per garantire la validità del contrassegno su tutto il territorio. I Comuni non conformi non potranno utilizzare dispositivi di controllo a distanza per sanzionare nelle ZTL o nei parcheggi riservati.
Per i motociclisti, sarà possibile utilizzare la corsia di emergenza in autostrada in caso di incidenti o rallentamenti. Le biciclette a propulsione, come quelle dei rider, dovranno avere il casco e un contrassegno, mentre i monopattini elettrici non potranno circolare se rappresentano un pericolo per i pedoni.
Infine, la riforma tocca i trasporti professionali: l'età massima per guidare veicoli con patenti del gruppo 2 (C1, C1E, C, CE, D1, D1E, D e DE) sale da 68 a 70 anni, con rinnovo subordinato a controlli medici biennali.
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